Lo spirito Toyota – Taiichi Ohno

Nel 1950 Toyota produceva 12.000 veicoli annui. Nel 1980 ben 3 milioni e mezzo, impiegando circa un decimo degli operai di Ford e General Motors.

Tra gli artefici di questo successo spicca Taiichi Ohno, il padre del Toyota Production System, che in “Lo spirito Toyota” racconta la nascita e la realizzazione del modello che ha rivoluzionato l’organizzazione della fabbrica e della catena di montaggio.

Perché l’ho letto

Nel 2015 ho frequentato un Master in Gestione di impresa, e tra le diverse tematiche mi ha particolarmente affascinato quella della Lean Production, che Ohno ha inventato. È passato un po’ di tempo prima che leggessi “Lo spirito Toyota”, e, col senno di poi posso dire di sentirmi in colpa: è una lettura che davvero spinge a ragionare.

Cos’è il Toyota Production System

È necessaria una premessa sul Toyota Production System, per chi non lo conoscesse: è un sistema di produzione che mira all’eliminazione degli sprechi.

Si fonda su due pilastri: il just in time e l’autoattivazione, ovvero: produrre solo il necessario, quando è necessario e dotare le macchine di sistemi in grado di arrestarsi in caso di anomalie. In questo modo la produzione è lean, non ci sono sprechi né di materiali, né di lavoro.

In un mercato stabile (o in decrescita), l’eliminazione continua degli sprechi è l’aumento dell’efficienza è la risposta più efficace.

Cosa mi ha lasciato

Ridurre questo libro a pochi concetti è molto difficile, perché in 130 pagine ci sono tanti spunti che meriterebbero di essere ripresi.

Tra i concetti fondamentali ho reputato più interessanti:

  • Lotta agli sprechi
  • Processo continuo
  • Chiarezza
  • Pensiero al contrario

Lotta agli sprechi

Il sistema Toyota è sinonimo di efficienza perché è costruito per ogni forma di sprechi.

Ohno precisa che gli sprechi sono di materiali, quanto di lavoro.

“Correggete un errore immediatamente, fatelo subito e non prendete tempo: tergiversare può causare, successivamente, gravi perdite”.

In Toyota questa frase vuol dire che in caso pezzi difettosi si fermano tutti i processi per risolvere il problema che mina l’efficienza della produzione, fermare la produzione ha un costo inferiore che mandarla avanti. Sembra banale, ma nella realtà di una fabbrica è un ragionamento controintuivo.

Anche le informazioni possono essere uno spreco:

“è davvero vantaggioso ottenere più informazioni di quelle che ci sono necessarie, più velocemente di quanto ci è necessario? È come comprare una macchina di grandi capacità che produce troppo rispetto ai nostri bisogni: i pezzi superflui devono poi essere immagazzinati con conseguente aumento di tempo e dei costi”.

Processo continuo

Eliminare gli sprechi non è possibile. Ce ne saranno sempre, ce ne saranno di tipi diversi. Quello che Toyota ha costruito è un sistema in cui c’è un’attenzione sistematica al miglioramento, e in cui tutti, e in particolar modo gli operai sulle linee, contribuiscono in prima persona all’obiettivo.

Chiarezza

Perché una produzione complessa possa funzionare è necessario che tutti gli operai sappiano precisamente cosa devono fare, quanto devono produrre, e come lo debbano fare, così da garantire che tutti i processi siano sincronici.

Per questo motivo in Toyota hanno utilizzato il kanban, che nient’altro è che un pezzo di carta sul carrello trasportatore, su cui sono fornite tutte le indicazioni necessarie per il flusso dei pezzi e le istruzioni sulle operazioni da eseguire.

È solo un pezzo di carta con tre righe, ma con un’efficacia senza pari!

Le soluzioni migliori sono sempre quelle più semplici.

Pensare all’inverso

In un sistema di produzione classico, ovvero quello fordista, la produzione avviene per passaggi successivi, da monte a valle.

In questo modo si formano sacche di inefficienza che Ohno è riuscito ad eliminare pensando al contrario, ovvero ad un processo che da valle vada a monte, producendo esattamente i pezzi che servono per l’ultimo stadio della produzione e da lì a risalire, con l’utilizzo del just in time e dell’autoattivazione. Semplice e controintuitivo!

Perché lo consiglio

Come ho già scritto quanche riga più in alto, Lo spirito Toyota fa riflettere, tanto, e questo è il maggior merito di questo libro.

Le riflessioni sulla produzione leggera travalicano i confini della fabbrica, e possono essere applicate a tanti “processi” che ci vedono coinvolti giorno per giorno.

Ad esempio, ho trovato il modo di rendere più efficace il modo in cui faccio le pulizie, semplicemente spostando i libri da un ripiano all’altro senza ammassarli dall’altra parte della camera.

Sembra una cazzata, ma di esempi come questo ne ho davvero tanti, e tutti derivano dal pensare in ottica lean!

Sono sicuro che anche voi potrete trovare sprechi e inefficienze da eliminare nelle vostre giornate, a casa e al lavoro 😉

Se siete incuriositi da questa lettura, Lo spirito Toyota è su Amazon. Consigliatissimo!

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